Nicola d’Ugo blog

Scrittore militantissimo.
Ph.D.
in letterature di lingua inglese.

“Natura morta con un coperchio di scatola di fiammiferi” di Charles Wright

L’occhio è più freddo di quel che sia il cuore.
I vigilanti, quelli santi,
questo sanno, senza scorciatoie per il cielo,
un solo pelo di cane può spaccare in due il vento.

Se vuoi la grande serenità,
è fatica dura e una lunga marcia.

Non rimuginare sul passato.
Il mondo è privo di arti,
non ha un messaggio, un nome.


Charles Wright, 1991

trad. mia

11 settembre 1845

La peggiore notizia dell’11 settembre fu forse quella, ben più grave, pubblicata dal Freeman’s Journal nel 1845: la peronospora delle patate aveva colpito la monocoltura irlandese. I morti furono più di un milione, e le conseguenze politiche secolari. Gli eventi terribili a cui abbiamo assistito da Clinton ad oggi figureranno in poche righe nei memoriali storici, ma è ben difficile cancellare dalle storie di due nazioni europee come l’Inghilterra e l’Irlanda la carestia del 1845. In letteratura, volenti o nolenti, finché non spunti una folla di autori ai livelli di James Joyce, sarà anche difficile non continuare a parlarne per secoli e secoli.

Tanka

«Se affonda questa
barchetta affonda tutto il
marxismo russo,»

proprio così Plechanov
disse sulle onde liete.

Tanka

Pietà di me non
ho. Non temo la morte
mia. Mi è cara la

vita altrui, l’amore di
noti, ignoti, posteri.

Haiku

Il sasso, il mare.
L’incudine, l’ancora.
Fogli in bottiglia.

Haiku

Dietro una foglia
di fico quando campa
la capra canto.

Tanka

Quattro gattoni
andavano gattoni
a gattonare.

La tua tasca spicciava
coriandoli nell’aia.

Tanka

L’arpa suonava
da una finestrona
sul cortiletto.

Ogni nota veniva
spiccata dall’abisso.

Haiku

Occhio per occhio
non vedrai il tuo dolore o
dente per dente.

Haiku

Ho regalato
la mia penna dorata
al gioielliere.